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La Babilonese: la recensione di Sololibri

Babilonese Sololibri

Elisabetta Bolondi  recensisce sul blog letterario Sololibri.net il nuovo romanzo di Antonella Cilento, La babilonese (Bompiani). Questo l'inizio:

Tra gli ottanta, troppi, nomi di scrittori, molti esordienti, che vengono proposti per il Premio Strega 2025, spicca quello di Antonella Cilento, che fu già candidata al prestigioso riconoscimento nel 2014 con il romanzo Lisario o il piacere infinito delle donne. Ho apprezzato allora la scrittura di questa autrice napoletana, che si conferma ora, con La Babilonese (Bompiani, 2024), una narratrice colta, potente, capace di dominare la lingua, quella italiana letteraria e quella napoletana, declinata nei suoi aspetti popolareschi ma non per questo meno efficaci.

Il romanzo spazia nei luoghi e nei tempi, attraversando i secoli e i continenti, storia e archeologia, pittura e archivistica, costume e gastronomia, per non citare che i temi più presenti nella lunga e complessa narrazione che la scrittrice ci presenta, ricca di eventi, di personaggi storici e di fantasia, alternando registri linguistici alti e popolareschi che contribuiscono alla potenza dell’affresco colorato, feroce, fedele nel riproporre fatti e misfatti della storia nei secoli trascorsi.
Si comincia a Ninive, nel 653 a.C, durante il regno di Assurbanipal, il sanguinario sovrano che verrà conosciuto come Sardanapalo. La sua giovane moglie Libbali, madre delle quattro figlie del re, si innamora del mago ebreo Avhiram che diviene il suo amante; la tresca viene scoperta, il re fa uccidere tutti, Libbali riesce a sfuggire a morte certa con l’aiuto della piccola Yehoudith, la figlia del mago ebreo, una fanciulla bionda vestita di bianco che tiene in mano una lucerna accesa la quale resterà sempre vicina alla donna, che identificherà in sua madre. Ci spostiamo nel 1848 a Londra e...

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