antonella cilento

"Solo di uomini...", per l'AGI uno dei libri dell'estate. La recensione.

Agi - i 35 libri per l'estate 2022

L'AGI / Agenzia Italia ha pubblicato sul suo sito la lista dei 35 libri consigliati dai suoi giornalisti per l'estate 2022. Tra questi, l'ultimo di Antonella Cilento, Solo di uomini il bosco può morire (Aboca), con la recensione di Francesco Palmieri, che così inizia:

Nel corso della pandemia, sfuggendo ai lanciafiamme dell’occhiuto governatore della Campania, Vincenzo De Luca, la scrittrice Antonella Cilento e il suo compagno Paolo hanno scoperto la Foresta di Cuma. La silva gallinarum dei Romani, uno sciupato incanto che resiste a due passi da Napoli, dall’antro della Sibilla e dall’acropoli di Cuma. Luogo sacro dove approdarono gli Eubei e camminò Enea, di cui forse non coglie la magia chi ci viene ad allenare i cavalli o a fare pic nic (lasciando magari plastiche e rifiuti tra le piante).

Magia invece lietamente attinta dall’autrice, che fu bambina di città negli anni Settanta e vide la natura nell’altrove sporadico delle vacanze, filtrato da pediatri lunatici o svogliati, succube di diete per l’infanzia oggi dismesse, lisergici pot-pourri di dolci e carni rosse anche per coloranti, di pesticidi e antibiotici più gli antibiotici “somministrati a ogni febbricola”; era, alcuni di noi se lo ricordano, l’epoca del Rosso Antico, dell’Eternit, dell’euforia industrial-alimentare. Antonella, che fu come quasi tutti i suoi coetanei di allora, non è stata come molti suoi coetanei di oggi, che in pandemia hanno (ri)scoperto poltrone&sofà.

Assecondando un impulso ribelle da Waldgänger, è passata al bosco ricercando la storia millenaria della ‘silva’ nei libri, rivivendola nelle passeggiate e nelle minute percezioni, per capire quanto e come il tempo – ma soprattutto gli uomini – avessero modificato il luogo. Perché, come recita il titolo di questo libro reportage, ‘Solo di uomini il bosco può morire’ (272 pp., Aboca editore, 18 euro): più per le offese patite negli ultimi decenni che per le vicende travagliate dei precedenti tremila anni. Potrà comunicare assai meno di una scrittrice o uno scrittore di talento qualsiasi saggio scientifico o storico, o qualsiasi articolo, perché solo lo scatto emozionale contenuto in pagine come queste ti porta a empatizzare con un luogo, a catturarne suggestioni, ad assumerne nel cuore la salvezza.

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